Alla fine del 2017 è uscito sulla “Rivista di Psichiatria” l’articolo scritto da alcuni operatori dell’Unità Operativa di Psichiatria n° 23 di Brescia in merito allo studio di validazione della versione italiana della Mental Health Recovery Star™. Buona lettura.

INTRODUZIONE
Il tema della coproduzione nei servizi pubblici ha rinnovato il concetto del welfare1 e per quanto riguarda i servizi sanitari, in particolare della salute mentale, ha raggiunto un consenso esteso la sua complementarietà con il modello della recovery2. In questo quadro di riferimento, il coinvolgimento degli utenti nella coproduzione degli interventi sanitari è una questione dibattuta in numerosi documenti di agenzie ed enti qualificati3. Il National Institute for Health and Care Excellence affronta l’argomento con due linee-guida: una specifica per la salute mentale, con un focus sul miglioramento dell’esperienza degli utenti attraverso la loro partecipazione attiva alla vita dei servizi, la seconda relativa ai percorsi che contribuiscono a migliorare gli esiti di salute degli interventi co-costruiti a livello comunitario con i diretti beneficiari4,5. La declinazione concreta di questi principi nelle pratiche quotidiane dei servizi di salute mentale, anche del contesto italiano, sembra essere ancora disomogenea e condizionata da fattori locali6. Sulla base di questi presupposti e in un’ottica di rivisitazione dei modelli e degli interventi nell’ambito dei servizi psichiatrici, appare utile offrire agli operatori, che quotidianamente lavorano con utenti e familiari, strumenti di facile utilizzo che possano orientare la loro attività verso stili operativi indirizzati alla coproduzione e alla recovery…….

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