“Il ballo” è uno spettacolo di teatro-danza dove i personaggi, prigionieri in una stanza – metafora del mondo – cercano di dare un senso alla propria vita. Prigionieri delle proprie
abitudini e convenzioni sociali, di uno spazio fisico e mentale e dello sguardo che gli “altri” gli rimandano, lottano per non soccombere alle regole e alle logiche a loro imposte, cercano una via di fuga, un modo per ritrovare una propria soggettività, una propria storia, intima ed esclusiva.

La loro lotta è un elogio alla vulnerabilità umana, un canto alla possibilità di esistere e farsi bellezza e stupore. Ci sono grandi muri in questo spettacolo. E non ci sono finestre , o perlomeno non riusciamo a trovarle. Ma forse è meglio così, forse è meglio evitare altri tormenti. Se poi una finestra si aprisse chissà quante cose nuove ci rivelerebbe.”

In scena 12 attori portatori di diversità, la prima Compagnia teatrale professionale costituita da uomini e donne in situazione di “handicap” che hanno scelto, dopo 8 anni di attività di creazione, formazione e spettacoli, di diventare attori e attrici professionisti.

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