In questo difficile periodo la nostra vicinanza a tutte le persone che soffrono è, naturalmente, un’esigenza. Ovviamente molte delle attività e degli eventi che erano in programma in questo strano 2020 sono stati cancellati o rimandati.

Questo vale anche per il concorso che si è adattato a questa situazione spostando la data termine di consegna dei testi al prossimo inverno e, di conseguenza, la premiazione avverrà nel 2021, approssimativamente all’inizio della primavera.

Vi rinnoviamo, quindi, l’invito a partecipare e ad inviarci le vostre composizioni entro il prossimo 05 Dicembre 2020.

Confini come muri del pregiudizio, dello stigma e dell’autostigma, della sfiducia, della incomunicabilità, dell’ostilità, dell’indifferenza.

Confini come limiti che costringono a un discernimento e una consapevolezza: quelli che è lecito superare come segni di liberazione, quelli invalicabili per rispetto di noi stessi, degli altri, della madre terra, quelli interiori, da accettare o da trasformare.

Confini come ponti, dove l’incontro tra diversità avviene in spazi-limite tra l’io e il tu e si fondono in un noi foriero di prossimità, condivisione, scambio per tessere legami di libertà.

Confini come siepi leopardiane, che aprono al pensiero creativo, all’immaginazione, al sogno-progetto, alla speranza, alla trascendenza.

Il confine diventa così occasione per prendere contatto con le proprie mappe interiori e di rielaborare esperienze emotive per comprendersi e comprendere meglio la realtà che ci circonda.

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